Le letture della domenica

Liturgia della Parola del 05 aprile 2020
Domenica delle Palme del tempo ordinario A

  1. Dal  libro del profeta Isaia (50,4-7).
  2. Salmo responsoriale (dal Salmo 21). Rit.: Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato? 
  3. Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi (2,6-11).
  4. Dal Vangelo secondo Matteo (26,14-27,66):  passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

… per riflettere e pregare

Riporto un breve brano tratto da un discorso (218) di Sant’Agostino Vescovo:

«Si legge e si celebra con rito solenne la Passione del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, che con il suo sangue ha cancellato le nostre colpe. Con la devota celebrazione annuale se ne rinnova il ricordo e aumenta in noi la gioia; con l’accresciuta partecipazione dei popoli la nostra fede viene annunziata e acquista splendore. La stessa solennità quindi esige da noi che vi parliamo della Passione del Signore, per quel tanto che egli vorrà donarci. In effetti, i patimenti che il nostro Signore ha sofferto ad opera dei nemici li ha sofferti per la nostra salvezza e perché ne traessimo profitto per la vita presente, in quanto egli si è degnato sopportarli per darci un esempio di pazienza, e così noi, se Dio vorrà che soffriamo qualcosa per la verità del Vangelo, non ci sottraiamo a tali sofferenze. Ricordando però che egli nel suo corpo mortale non soffrì nulla per necessità ma ogni cosa fu scelta dalla sua libera volontà, abbiamo motivo di credere che rivestano un loro proprio significato tutti e singoli gli avvenimenti che ebbero luogo durante la sua Passione e che a noi sono stati tramandati in iscritto».

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La Quaresima
Il tempo della quaresima, tempo di riflessione
La quaresima, che i cristiani sono chiamati a vivere ogni anno, anticamente era il periodo di preparazione per coloro che stavano per ricevere il battesimo. La penitenza era la caratteristica di questo periodo che prendeva come riferimento il tempo dei quaranta giorni passati da Gesù nel deserto dopo avere ricevuto il battesimo dal Battista (Mt 3,13-4,11; Mc 1,9-13; Lc 3,21-4,13). Questo è il fondamento dei 40 giorni che segnano la durata di questo periodo di temppo.
La Quaresima oggi si caratterizza per tre aspetti essenziali che sono: la preghiera, la penitenza e la carità. Si potrebbe dire che attraverso questi tre aspetti il cristiano ha l’opportunità di mettere a fuoco se stesso in relazione a Dio (preghiera), a se stesso (penitenza) e agli altri (carità). La quaresima diventa l’occasione per guardarsi dentro là dove abita, come direbbe S.Agostino, la verità dell’umano (1) e superare quelle illusioni che troppo spesso spersonalizzano e rendono insignificanti le scelte che ogni giorno si è chiamati ad operare. In pratica la quaresima è l’occasione privilegiata per ritrovare se stessi ed incamminarsi verso la Pasqua di Gesù, festa della vittoria della vita sulla morte.
La Quaresima inizia con il Mercoledì delle ceneri (quest’anno il 26 febbraio) e termina prima della messa in ‘Cena Domini’ del giovedì Santo. Ad esso fa seguito il Triduo, dall’istituzione dell’Eucaristia da parte di Gesù durante l’ultima cena (Mt 26,20-25; Mc 14,22-25; Lc 22,14.21-23 e Gv 13,21-30), il racconto della Passione presente in tutti e quattro vangeli fino al sabato santo in attesa della grande veglia della notte nella quale si celebra la risurrezione di Gesù.

 (1) Noli foras ire, in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas. Et si tuam naturam mutabilem inveneris, trascende et teipsum. Illuc ergo tende, unde ipsum lumen rationis accenditur. (Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione” (Agostino di Ippona, De vera religione  39, 72).