Le letture della domenica

Liturgia della Parola – 21 giugno 2024 

Sedicesima domenica del tempo ordinario – Anno B

1. Dal libro del profeta Geremia (23,1-6)
2. Salmo responsoriale ( Sal 22). Rit.: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
3. Dalla lettera di San Paolo apostolo agli Efesini (2,13-18)
4. Dal vangelo secondo Marco (6,30-34)

N.B. Per leggere il testo delle letture puoi cliccare sul link a fianco Bibbia CEI e cercare i testi biblici.

…  un contributo per riflettere e pregare

Le letture della sedicesima domenica del tempo ordinario B invitano a riflettere su due figure che oggi non appartengono alla cultura popolare: il pastore ed il gregge. Sia il profeta Geremia nella prima lettura che Gesù nel Vangelo però possono usare queste due immagini perché appartenevano alla vita quotidiana e quindi potevano essere facilmente capite. Ciò che le due letture vogliono mettere in evidenza è la mancanza di attenzione e di cura vera da parte dei Pastori nei confronti delle pecore loro affidate. La mancanza di cura vera e profonda di coloro che hanno il compito di guidare la comunità. Verso costoro il profeta Geremia inizia con un “guai!” molto chiaro, quasi una terapia d’urto per fare capire e soprattutto interrogare quanti hanno il compito di guidare.
Il Vangelo presenta Gesù che si sente vicino a quelle persone radunate sulla sponda del lago, che vede sole e senza guida: di fronte a questa situazione si mette ad insegnare.
La lettura di Efesini dell’apostolo Paolo dice chiaramente quale è stato l’insegnamento di Gesù: Egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia.
Per questo possiamo dire con il salmista: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla».
Forse anche oggi abbiamo bisogno di questi pastori che vadano oltre le rubriche liturgiche e le liturgie quasi perfette?