Proverbi

Posto nel canone, significato del titolo e autore.

Il libro dei Proverbi nella Bibbia cattolica si trova dopo il libro di Giobbe e i Salmi. Fa parte anche del canone ebraico. Il titolo del libro deriva dal termine ebraico al plurale mishlim la cui radice è nel termine mashàl che significa detto, proverbio anche se nella lingua ebraica ha un senso più ampio e più vasto: similitudine, paragone, sentenza morale. Per questo il mashàl indica non solo un semplice proverbio (di cui comunque il libro abbonda) ma anche un indirizzo di vita indicando delle regole. Questo libro ha come preoccupazione principale la realtà dell’esistenza umana per la quale ha la massima attenzione e cura. In ebraico il titolo del libro è mishlè Shelomò (Proverbi di Salomone). Salomone è considerato dalla tradizione ebraica soprattutto per la sua sapienza (hokmà) con cui ha regnato (1Re 3,16-28 e 1Re 5,12). Gli studiosi attribuiscono al figlio del re Davide due collezioni del libro (Pr 10,1-22,16 e 25-29). Le altre parti del testo non possono risalire al re Salomone in quanto risalgono a periodi diversi.

Struttura del libro

Il libro si apre con il titolo (1,1) Proverbi di Salomone, figlio di Davide, seguito da un prologo dove viene esplicitato lo scopo e la destinazione del libro (1,2-7).
Seguono ben otto raccolte di cui la prima risale ai secoli V-IV (1,8-9,18). Questa prima raccolta ha l’obiettivo di invitare alla sapienza ed indicarne i frutti. In questa raccolta sono presenti i tre famosi discorsi della stessa Sapienza.

Ecco le altre raccolte:

II raccolta (IX – X secolo): 10,1-22,16: proverbi di Salomone.
III raccolta (V – IV secolo): 22, 17–24,22, parole di sapienti.
IV raccolta (VIII-VII secolo): 24,23-34: parole di saggi
V raccolta (IX-X secolo): 25-29 proverbi di Salomone.
VI raccolta (epoca postesilica): 30,1-14: parole di Agur figlio di Jaqeh.
VII raccolta: 30,15-33. Anonima. Si tratta di proverbi numerali.
VIII raccolta: 31,1-9. Parole di Lemuel re di Massa.
IX raccolta (II secolo a. C.): 31,10-31. Carme alfabetico a parallelismo sinonimico sulla donna forte (cf. Sal 9; 10; 25; 34; 37; 111; 112; 119; 145 e Lam 1-4).
La donna qui rappresentata può essere paragonata con Sap 9,1-6: entrambe sono le padrone di casa molto esperte.

Contenuto del libro
Il contenuto principale di questo libro è riassunto nel c. 1,2-7 dove si trovano i destinatari e lo scopo del libro.

Particolare attenzione va posta al v. 7 dove compaiono le parole chiavi: timore di Dio, conoscenza/scienza, sapienza e disciplina. Il timore va inteso nel senso di “essere timorati di Dio” e non paurosi, la conoscenza e scienza che implica la ricerca e le scelte fondamentali, la disciplina che si appoggia sulle regole di vita. Per la Sapienza vanno sottolineati i tre discorsi presenti nei primi 9 capitoli: 1,20-33; 8,22-36; 9,1-6.

Ecco i temi principali del libro: 1. La sapienza in persona, 2. La sapienza che viene dal Signore, 3. Le giuste compagnie, 4. La dona straniera, 5. Il rapporto con le donne, con glia tri uomini e con Dio. (cf Ravasi G., (a cura di), L’Antico…. pp. 195-199).

“Occorre, in particolare, tener conto che il proverbio non comunica una conoscenza fissata e definitiva, ma vuole avviare un processo di riflessione e di conoscenza. Più precisamente ancora, vuole sorprendere, suscitare curiosità e interrogativi; per questo ricorre volentieri al paradosso, all’esagerazione” (Bonora, 56).

Bibliografia

Bibbia di Gerusalemme 2008, pp. 13911393.
Ravasi G. (a cura di), L’Antico Testamento, conoscerlo leggerlo viverlo, Ed. San Paolo 2013, pp. 193-200.
Bonora A., Proverbi, vol. 4 collana Logos, pp. 47-56.