San Lorenzo Martire

La storia di San Lorenzo: il martire delle stelle cadenti.

Articolo preso da “In-terris: la voce degli ultimi”

di Gualtiero Sabatini

10 agosto 2025

Foto © Vatican News

Lorenzo nacque probabil-mente in Spagna, nella città spagnola di Huesca, nella regione dell’Aragona, intorno all’anno 225 d.C. Poco si sa della sua giovinezza, ma secondo la tradizione si trasferì a Roma insieme a Sisto II, che divenne papa nel 257. Una volta eletto pontefice, Sisto II (257-258) nominò Lorenzo arcidiacono di Roma, affidandogli importanti compiti, tra cui la gestione dei beni della Chiesa e l’assistenza ai poveri.

La distribuzione ai poveri, dei beni ecclesiastici, mette in luce come fosse importante e centrale per tutta la Chiesa già dai primi secoli la preoccupazione verso i meno abbienti e i più bisognosi. Egli era uno dei sette diaconi che coadiuvavano il Papa nell’amministrazione della diocesi di Roma, in un periodo particolare di persecuzioni contro i cristiani da parte dell’Impero Romano. Nel 258, l’imperatore Valeriano (253-260) emanò un editto contro i cristiani, ordinando l’uccisione di vescovi, sacerdoti e diaconi. Papa Sisto II fu arrestato e giustiziato il 7 agosto, mentre celebrava l’Eucarestia. L’imperatore Valeriano si considerava un “liberale”, perché aveva ordinato un trattamento particolare per gli esponenti della gerarchia cristiana: vescovi, preti e diaconi, non dovevano essere sottoposti a torture, ma venire uccisi d’un colpo.

Diverse sono le fonti storiche che ci narrano del martirio del diacono Lorenzo, la “Passio Polycronii” che è conservata in tre redazioni dalla fine del V agli inizi dell’VIII secolo, forse la fonte più antica è la “Depositio Martyrum”, una sorta di calendario redatto nel 354, che indica per ciascun martire il giorno e il luogo della morte.

Secondo la tradizione, si racconta che il pontefice mentre veniva condotto al martirio, fu seguito da Lorenzo che piangendo gli chiese: «Dove vai, padre, senza il tuo diacono?». Il papa gli rispose: «Tra tre giorni mi seguirai». Altri testimoni della diffusione che ebbe la notizia del martirio di Lorenzo, sono due scrittori il vescovo di Milano Ambrogio (339-397) e Prudenzio (348-413) il primo ricorda il dialogo tra Lorenzo e Sisto II, mentre il secondo ci parla del diacono e del suo accusatore, il prefetto Publio Cornelio Secolare (258-260).

Quanto alla data del martirio del diacono Lorenzo, fa testo quanto scritto sul “Liber Pontificalis”, in cui si legge, nella biografia di Sisto II, che tre giorni dopo la sua decapitazione, toccò al diacono, insieme con il suddiacono Severo, il lettore Crescenzio e l’ostiario Romano essere condannati a morte. L’imperatore Valeriano, ordinò a Lorenzo di consegnargli i tesori della Chiesa, ma egli rispose presentandosi con i poveri, i malati e i bisognosi, dicendo: “Questi sono i veri tesori della Chiesa”. Venne arrestato e condotto al Colle Viminale, quindi bruciato vivo sopra una graticola, parte della quale è conservata nella basilica romana di S. Lorenzo in Lucina. Durante il martirio, si racconta, secondo la tradizione che Lorenzo avrebbe detto: “Voltatemi, da questa parte sono già cotto…”.

Nel lontano passato la città di Roma contava circa trenta chiese intitolate al diacono Lorenzo. A Roma, alcune di esse, conservano ricordi del suo martirio: a S. Lorenzo in Fonte, la chiesa fu costruita sul luogo dov’era la casa del centurione Ippolito che tenne prigioniero Lorenzo e dove sgorgò l’acqua per battezzare i convertiti, al suo interno è visibile la cella stessa della prigionia. Mentre la chiesa di S. Lorenzo in Panisperna, sul Colle Viminale, è il luogo del martirio ed è conservato il forno che sarebbe stato utilizzato per il supplizio del diacono. Infine nella basilica di S. Lorenzo fuori le mura, si trovano i resti mortali di questo martire che terminò la sua vita terrena il 10 agosto dell’anno 258.

Naturalmente la notte di S. Lorenzo è famosa perché si verifica il fenomeno di quelle che comunemente chiamiamo “stelle cadenti”, non sono in realtà stelle, ma frammenti di roccia e polvere. Proprio in questo specifico periodo dell’anno, la Terra, nel suo percorso orbitale attorno al Sole, attraversa uno sciame meteorico chiamato “Perseidi”, sono i detriti lasciati dal passaggio della cometa Swift-Tuttle, e ogni volta che la cometa passa, rilascia una scia di piccole particelle. Queste “Perseidi” sono anche chiamate “Lacrime di S. Lorenzo” a ricordo del martirio subito dal diacono Lorenzo.

 

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